Come fa l’argilla a diventare ceramica?

Per prima cosa diciamo che l’argilla è il materiale plastico malleabile, se idratato, che può essere lavorato facilmente con le mani. A volte viene anche chiamata creta e non ci sono differenze tra le due.
La ceramica invece è il gruppo di materiali che hanno bisogno di essere cotti, e quindi subire una trasformazioni irreversibile, per diventare resistenti. All’interno della ceramica troviamo porcellana, terracotta, gres.

Quando l’argilla viene lasciata asciugare diventa solida ma molto fragile. Ha quindi bisogno di un processo di cottura per poter acquisire resistenza. Solitamente la prima cottura è comune a tutti i materiali e consiste nel portare l’oggetto a 980°C circa. L’oggetto risultante è molto resistente e poroso. Successivamente è possibile smaltare l’oggetto e cuocerlo nuovamente. La temperatura della seconda cottura dipende dal materiale di partenza. La terraglia deve rimanere sotto i 1000°C mentre gres e porcellana possono superare i 1000°C arrivando anche a 1300°C (alta temperatura)

La terraglia (o terracotta) è la materia ceramica più utilizzata in Italia, soprattutto per la tradizione della maiolica. Va cotta a bassa temperatura e rimane porosa. La più diffusa è la terraglia rossa.

La porcellana e gres invece essendo sottoposti ad una cottura ad alta temperatura diventano impermeabili.